Negli Stati Uniti cresce l’interesse per la terapia assistita da psichedelici, soprattutto per le persone con disturbo da stress post-traumatico, depressione resistente e altre condizioni che non hanno trovato beneficio sufficiente nei trattamenti disponibili. La discussione riguarda però non soltanto le sostanze, ma anche la qualità della psicoterapia, la formazione dei professionisti e le garanzie di sicurezza.
La questione è particolarmente rilevante per i veterani. In Carolina del Nord, secondo i dati nel 2023 il tasso di suicidio tra i veterani è stato di 32,9 ogni 100.000 persone, contro 18,1 tra i non veterani. Tra il 2019 e il 2023, il tasso di suicidio dei veterani è risultato 2,7 volte superiore.
La notizia, pubblicata da North Carolina Health News, descrive il dibattito attorno all’HEAL Act, un disegno di legge bipartisan che propone fondi per la ricerca e una task force dedicata. Il provvedimento non legalizzerebbe le sostanze psichedeliche, ma cercherebbe di sostenere studi controllati e di affrontare gli ostacoli normativi.
Il tema arriva in una fase di forte attenzione istituzionale: il Dipartimento statunitense della Salute e dei Servizi Umani e il Dipartimento per gli Affari dei Veterani hanno annunciato una collaborazione per lo sviluppo clinico di questi trattamenti. Le università e i professionisti, tuttavia, invitano a non confondere l’interesse scientifico con una prova definitiva di efficacia.
Punti chiave
- L’interesse riguarda soprattutto trauma, depressione grave e disturbo da stress post-traumatico.
- La terapia prevede sostanze in un ambiente controllato, insieme a psicoterapia.
- L’HEAL Act propone 5 milioni di dollari per la ricerca, senza legalizzare gli psichedelici.
- La sicurezza richiede protocolli strutturati e clinici adeguatamente formati.
- Il ruolo della relazione terapeutica resta centrale nel processo di cura.

Una proposta legislativa centrata sulla ricerca
L’HEAL Act, presentato in Carolina del Nord con il sostegno di esponenti di entrambi i partiti, istituirebbe un fondo di ricerca da 5 milioni di dollari per progetti ammissibili sulla terapia assistita da psichedelici. I destinatari indicati comprendono veterani, soccorritori e persone sopravvissute a violenza domestica o ad aggressioni sessuali.
Il testo prevede inoltre una task force composta da rappresentanti dei veterani, clinici, funzionari pubblici, esponenti delle comunità indigene e studiosi. Il suo compito sarebbe studiare il potenziale di questi interventi e individuare i problemi regolatori. Il disegno di legge non ha però ricevuto finanziamenti nel bilancio statale firmato il 7 luglio; il suo futuro dipende dai successivi lavori dell’Assemblea generale.
Che cosa comprende il trattamento
Nel modello descritto dalla fonte, una sostanza come la psilocibina, l’MDMA o l’ibogaina viene somministrata in un contesto controllato, generalmente accompagnata dalla psicoterapia. L’obiettivo non è attribuire alla sostanza da sola la guarigione, ma aiutare la persona a elaborare l’esperienza all’interno di un percorso clinico.
È un approccio sperimentale nel quale una sostanza psicoattiva viene utilizzata durante un percorso terapeutico organizzato. La persona non assume il composto in autonomia: la seduta avviene secondo un protocollo, in un ambiente preparato e con la presenza di professionisti formati. La psicoterapia serve a dare significato a ciò che emerge durante e dopo l’esperienza, collegandolo alla storia, alle emozioni e agli obiettivi della persona. Il termine assistita sottolinea proprio che il trattamento non coincide con l’assunzione della sostanza. Gli studiosi citati nell’articolo stanno ancora valutando quali pazienti possano beneficiarne, per quali disturbi e in quali condizioni. Non è inoltre stabilito se l’esperienza psichedelica intensa, spesso descritta come viaggio, sia indispensabile per ottenere eventuali effetti antidepressivi. Per questo l’approccio richiede ricerca clinica, supervisione, selezione dei partecipanti e solide misure di sicurezza.
Cosa stanno studiando le università
All’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, Robert McClure e il suo gruppo svolgono ricerche su questi trattamenti in persone con depressione grave. Lo studio sulla psilocibina ha arruolato pazienti e ha monitorato sessioni con 20 partecipanti. McClure definisce il lavoro una valutazione scientifica accurata di una nuova classe di trattamenti, sottolineando la necessità di protocolli strutturati, clinici preparati e forti tutele.
Alla Duke University, Cynthia Kuhn insegna da quattro anni un corso estivo sulla medicina psichedelica. Il corso affronta l’impatto delle sostanze sul cervello, considerato un elemento fondamentale per un impiego efficace. La docente evidenzia però che resta aperta la domanda se l’esperienza psichedelica sia necessaria per l’azione antidepressiva.
Elementi ancora da chiarire
- Quali persone rispondono meglio al trattamento.
- Per quali condizioni cliniche può essere più utile.
- Quali protocolli e quali misure di sicurezza siano necessari.
- Quanto dipenda dalla sostanza e quanto dalla psicoterapia.
- Se gli effetti terapeutici richiedano una vera esperienza psichedelica.

Il punto non è soltanto la sostanza
Le testimonianze raccolte mostrano che la componente terapeutica e relazionale viene considerata decisiva. Alyssa Draffin, docente di assistenza sociale clinica a Chapel Hill, invita a osservare i limiti del modello medico occidentale, spesso individuale, e a riconoscere che alcune comunità indigene hanno utilizzato medicine psichedeliche in contesti comunitari e relazionali per migliaia di anni.
Questa prospettiva non autorizza a trasferire automaticamente pratiche tradizionali nella medicina contemporanea. Indica piuttosto la necessità di interrogarsi sul contesto, sul ruolo della comunità e sul sostegno offerto alla persona. Come sottolineato nel dibattito legislativo, le sostanze possono essere considerate catalizzatori all’interno di una cura, ma non dovrebbero ricevere tutto il merito del cambiamento.
Opportunità e cautele cliniche
Una ricerca ancora in costruzione
Il possibile interesse per i veterani nasce da un bisogno concreto: in Carolina del Nord vivono più di 600.000 veterani e i dati sul suicidio evidenziano una vulnerabilità importante. Tuttavia, la gravità del problema non sostituisce le prove cliniche. L’urgenza può orientare gli investimenti, ma non dovrebbe ridurre gli standard di valutazione.
La fonte ricorda che attualmente negli Stati Uniti è legale la terapia assistita dalla ketamina, descritta come utile da Draffin e utilizzata anche fuori dalle indicazioni autorizzate in alcuni contesti, tra cui il disturbo disforico premestruale. Viene inoltre citato un piccolo studio sulla psilocibina nell’anoressia nervosa. Questi riferimenti mostrano l’ampiezza della ricerca, non costituiscono una conferma definitiva per tutte le condizioni.
Per la pratica psichiatrica e psicoterapeutica, la prospettiva più concreta non è l’accesso rapido a una sostanza, ma la costruzione di percorsi sicuri, selettivi e verificabili. Nei pazienti con trauma o depressione resistente, la ricerca dovrebbe chiarire indicazioni, controindicazioni, preparazione, integrazione dell’esperienza e monitoraggio nel tempo. La psicoterapia, la continuità assistenziale e la relazione clinica devono rimanere il centro del trattamento. Solo dati solidi potranno stabilire se questi interventi offriranno un beneficio aggiuntivo reale rispetto alle cure già disponibili.
Verso un modello più rigoroso
La Carolina del Nord si trova quindi davanti a una scelta di metodo: sostenere la ricerca senza trasformare la speranza in promessa. Studiare che cosa accade nel cervello è importante, ma altrettanto importante è comprendere come innovare la terapia durante e dopo queste esperienze. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di unire evidenze, tutela dei pazienti, competenza clinica e attenzione alle dimensioni sociali e culturali della cura.
Riferimento bibliografico
Skye Crawford. (2026, 16 July). Psychedelic-assisted therapy research gains traction with NC lawmakers, academics. https://www.northcarolinahealthnews.org/2026/07/16/psychedelic-assisted-therapy-research-funding-nc-general-assembly/
















