I farmaci GLP-1 come Ozempic e Wegovy sono diventati noti soprattutto per il controllo del peso e del diabete. Ma una nuova ricerca della Rutgers University, pubblicata sulla rivista Criminology, suggerisce che queste terapie potrebbero essere associate anche a cambiamenti in alcuni comportamenti legati alla violenza.
Il tema è rilevante perché mette in discussione un aspetto meno esplorato di questi medicinali: non solo gli effetti sul metabolismo, ma anche il possibile impatto su processi comportamentali complessi, come il passaggio dall’impulso all’azione. In un contesto in cui l’uso dei GLP-1 si sta ampliando rapidamente, capire se esistano effetti aggiuntivi sul comportamento diventa importante sia per la ricerca sia per la pratica clinica.
Lo studio non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma osserva un’associazione interessante: tra gli adulti che assumevano questi farmaci, il legame tra impulsività e comportamento violento appariva più debole rispetto a chi li aveva usati in passato.
Anche il rapporto con il consumo di alcol sembrava attenuato, sebbene con risultati meno solidi. Il quadro, quindi, è prudente ma stimolante: suggerisce che alcuni farmaci per il metabolismo possano avere ricadute più ampie del previsto.
Punti chiave
- Lo studio è stato pubblicato su Criminology.
- Ha analizzato adulti statunitensi e l’uso di farmaci GLP-1.
- Il legame tra impulsività e violenza risultava più debole nei consumatori attuali.
- Anche l’associazione con l’alcol sembrava ridursi.
- Si tratta però di uno studio osservazionale, non di una prova di causalità.
- Sono necessari ulteriori studi per chiarire meccanismi e significato clinico.

Come è stato condotto lo studio
La ricerca della Rutgers ha utilizzato i dati di un sondaggio del 2025 condotto su 7.521 adulti negli Stati Uniti. L’attenzione principale è stata rivolta a 821 persone che avevano utilizzato almeno una volta un farmaco GLP-1. Questi medicinali comprendono trattamenti come semaglutide, presenti in formulazioni note al grande pubblico come Ozempic e Wegovy.
Gli autori hanno confrontato chi stava ancora assumendo il farmaco con chi lo aveva sospeso. L’obiettivo era capire se l’uso attuale potesse modificare il rapporto tra alcuni fattori noti per essere collegati alla violenza: da un lato l’impulsività, dall’altro il consumo di alcol.
Che cosa è stato misurato
Il comportamento violento è stato valutato con uno strumento di autovalutazione validato, che includeva azioni come risse, aggressioni e rapine. In altre parole, non si è parlato di aggressività generica, ma di comportamenti specifici e rilevanti sul piano sociale e criminale.
I risultati mostrano che, nell’intero campione, livelli più alti di impulsività e maggior consumo di alcol erano entrambi associati a una maggiore probabilità di comportamento violento. Tuttavia, queste connessioni risultavano meno marcate tra gli adulti che stavano usando un GLP-1 al momento dell’indagine.
I numeri principali in sintesi
| Aspetto analizzato | Risultato riportato |
|---|---|
| Campione totale del sondaggio | 7.521 adulti |
| Partecipanti con uso di GLP-1 in qualsiasi momento | 821 |
| Forza del legame tra impulsività e violenza nei consumatori attuali | Circa 62% più debole rispetto agli ex utilizzatori |
| Forza del legame tra alcol e violenza nei consumatori attuali | Circa 52% più debole, ma con risultati meno consistenti |
Secondo Daniel Semenza, autore principale dello studio, il dato più forte è proprio l’indebolimento del rapporto tra impulsività e comportamento violento tra gli utenti attuali dei farmaci. Christopher Thomas ha aggiunto che l’effetto osservato ricorda, in modo molto generale, ciò che avviene quando una persona impara a separare l’impulso dall’azione: non si elimina l’impulsività, ma si rende meno probabile che si traduca in un gesto concreto.

Che cosa possono significare questi risultati
Il possibile interesse di questa ricerca va oltre il tema della violenza in sé. Se un farmaco nato per agire su metabolismo, appetito e glicemia fosse associato anche a una minore probabilità di trasformare impulsi e alcol in comportamenti aggressivi, si aprirebbe una domanda importante su come i GLP-1 influenzino il cervello e il comportamento.
Gli autori, però, mantengono un tono molto prudente. Lo studio, infatti, è osservazionale e trasversale: fotografa una situazione in un solo momento e può rilevare associazioni, non dimostrare che il farmaco sia la causa del cambiamento. Inoltre, i dati si basano in parte su autovalutazioni, un aspetto che può introdurre limiti nella precisione delle risposte.
Perché servono altri studi
Per capire davvero se questi medicinali riducono il rischio di violenza, serviranno ricerche longitudinali e, quando possibile, sperimentali. Solo osservando le persone nel tempo sarà possibile stabilire se l’effetto persiste, in quali gruppi è più evidente e quali meccanismi biologici o comportamentali lo spiegano.
Resta anche da chiarire se l’associazione osservata dipenda da un’azione diretta sul controllo degli impulsi, da cambiamenti nel consumo di alcol, o da altri fattori ancora non identificati. Il richiamo degli autori è chiaro: mentre i GLP-1 diventano sempre più diffusi, è necessario considerarne anche i possibili effetti comportamentali, non solo quelli metabolici.
Un segnale interessante, ma non conclusivo
In prospettiva clinica, lo studio non modifica le indicazioni d’uso di questi farmaci, ma aggiunge un tassello nuovo al loro profilo. La ricerca suggerisce che l’azione dei GLP-1 potrebbe essere più ampia di quanto si pensasse, coinvolgendo in parte il passaggio dall’impulso all’azione.
Per ora, però, si tratta di un segnale da interpretare con cautela: utile per orientare nuove domande, non ancora per trarre conclusioni definitive. Proprio in questo equilibrio tra interesse scientifico e prudenza metodologica sta il valore principale dello studio pubblicato su Criminology.
Link fonte:
Rutgers University. Ozempic and Wegovy linked to surprising drop in violent behavior. June 17, 2026 https://www.sciencedaily.com/releases/2026/06/260617032152.htm



















