Gli antidepressivi serotoninergici – come SSRI e SNRI – sono tra i farmaci più prescritti per depressione e disturbi d’ansia, ma sono noti per i loro effetti collaterali sulla funzione sessuale.
In una minoranza di pazienti, i sintomi sessuali possono persistere anche dopo la sospensione della terapia, configurando la post-SSRI sexual dysfunction (PSSD), riconosciuta dall’Agenzia Europea dei Medicinali nel 2019. Un nuovo studio pubblicato su Annals of General Psychiatry offre una stima del rischio: quanto è frequente la disfunzione erettile legata a questi farmaci e, soprattutto, quanto è probabile che non regredisca?
La ricerca ha analizzato quasi vent’anni di dati sanitari in Israele, concentrandosi su uomini giovani e senza comorbidità, per misurare il rischio di disfunzione erettile (DE) durante e dopo il trattamento con antidepressivi che agiscono sulla serotonina. L’obiettivo: quantificare un rischio ritenuto raro, ma finora poco definito, con ricadute dirette su consenso informato e monitoraggio clinico.
Punti chiave
- Gli antidepressivi serotoninergici aumentano il rischio di disfunzione erettile.
- Il rischio di PSSD nello studio è risultato pari a 0,46% (circa 1 caso ogni 216 pazienti trattati).
- La prevalenza stimata di PSSD nella popolazione maschile 21–49 anni è 4,3 per 100.000.
- L’associazione con DE rimane significativa anche correggendo per età, BMI, status socioeconomico, depressione e ansia.
- La PSSD viene definita come disfunzione sessuale persistente per almeno un mese dopo la sospensione degli antidepressivi, in assenza di depressione/ansia attive.
- I dati rafforzano l’esigenza di informare e valutare la funzione sessuale anche dopo la fine della terapia.
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Come è stato condotto lo studio
Gli autori hanno effettuato un’analisi di coorte retrospettiva di 19 anni usando il database informatizzato del principale HMO israeliano (Clalit Health Services, distretto di Tel Aviv). Sono stati inclusi 12.302 uomini di età compresa tra 21 e 49 anni, non fumatori, con BMI < 25, senza comorbidità mediche o psichiatriche e senza uso di farmaci noti per favorire la disfunzione erettile, né storie di alcol o sostanze. La disfunzione erettile è stata identificata in base alla prescrizione di inibitori della fosfodiesterasi-5 (PDE-5) come sildenafil, tadalafil o vardenafil.
Per stimare il rischio di DE associato agli antidepressivi serotoninergici (SSRI, SNRI, TCA e altri con meccanismo serotoninergico) sono stati utilizzati modelli di regressione logistica, calcolando odds ratio grezzi e aggiustati per età, BMI, status socioeconomico (SES), depressione e ansia.
Definizione operativa di PSSD
La PSSD è stata definita come una disfunzione sessuale insorta in corso di trattamento con antidepressivi serotoninergici e persistente per ≥1 mese dopo la sospensione, in assenza di una diagnosi attiva di depressione o ansia. Per ridurre il rischio di misclassificazione, gli autori hanno escluso chi presentava DE prima della terapia antidepressiva e hanno considerato indicativa di DE correlata al trattamento la prescrizione di PDE-5 entro 12 mesi dall’inizio degli antidepressivi.
Cosa è emerso
Nel campione totale, il 2,9% ha ricevuto almeno una prescrizione di PDE-5. Tra gli uomini esposti ad antidepressivi serotoninergici, l’uso di PDE-5 è stato significativamente più frequente rispetto ai controlli. L’associazione è risultata forte sia nell’analisi grezza (OR 3,6; IC 95% 2,8–4,8) sia dopo aggiustamento per età, SES, BMI, depressione e ansia (OR 3,2; IC 95% 2,3–4,4). Età e BMI hanno mostrato effetti piccoli ma significativi, mentre il SES medio ha presentato un rischio leggermente inferiore rispetto a quello alto.
Frequenza e prevalenza della PSSD
Tra gli 866 uomini trattati con antidepressivi serotoninergici, 4 soggetti hanno soddisfatto i criteri completi per PSSD (0,46%, circa 1 su 216). In questa coorte territoriale, la prevalenza stimata di PSSD nella popolazione maschile 21–49 anni è pari a 4,3 per 100.000. I casi identificati hanno utilizzato farmaci con meccanismo almeno in parte serotoninergico (per esempio SSRI o TCA) per alcuni mesi prima della comparsa di DE trattata con PDE-5 e hanno mostrato persistenza dei sintomi dopo la sospensione dell’antidepressivo, documentata dall’uso prolungato di PDE-5.
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Perché questi risultati contano
I dati indicano un rischio piccolo ma concreto di disfunzione sessuale persistente dopo antidepressivi serotoninergici. Per i clinici, significa poter discutere con maggiore precisione il bilancio rischi–benefici prima della prescrizione, inserendo la possibilità – rara – di PSSD nel consenso informato. Lo studio rafforza anche l’opportunità di valutare la funzione sessuale non solo all’inizio e durante la terapia, ma anche dopo la sospensione, per intercettare quadri che non si risolvono spontaneamente.
Impatto sul monitoraggio
L’associazione con la DE rimane significativa anche dopo correzione per molteplici fattori, a conferma che l’effetto non è spiegato da comorbilità evidenti. Nella pratica, una comparsa di ipoestesia genitale o di peggioramento della sessualità nonostante il miglioramento del tono dell’umore durante la terapia – pur non essendo criteri diagnostici – può orientare il sospetto clinico, come suggerito dalla letteratura citata nello studio.
Punti di forza e limiti dello studio
Lo studio si distingue per le rigide esclusioni di fattori confondenti (patologie e farmaci associati a DE, fumo, alcol e sostanze), per l’ampio database di una grande HMO e per il lungo periodo osservazionale. L’uso delle prescrizioni di PDE-5 come indicatore di DE riduce la dipendenza dal solo autoriporto.
Limiti da considerare
Trattandosi di un’analisi retrospettiva concentrata su uomini e sulla sola DE, la stima potrebbe sottovalutare la PSSD, che include anche altri domini (libido, orgasmo, sensibilità genitale). Basarsi sulle prescrizioni introduce una soglia alta di rilevazione: non tutti richiedono aiuto per problemi sessuali. Inoltre, la selezione di individui sani può non riflettere l’intera popolazione.
Prospettive e conclusione
Pur non chiarendo i meccanismi della PSSD, i risultati allineano l’evidenza clinica con il riconoscimento regolatorio europeo. Al momento, secondo quanto riportato dagli autori, il trattamento comprovato della PSSD è la prevenzione; la diagnosi richiede un iter accurato (valutazione clinica completa, esami di laboratorio mirati, considerazione della tempistica con un intervallo minimo di un mese dopo la sospensione). In sintesi, gli antidepressivi serotoninergici rimangono terapie fondamentali, ma la trasparenza sul rischio – raro ma significativo – di PSSD è un tassello essenziale per decisioni condivise e per un monitoraggio che includa anche il periodo successivo alla fine del trattamento.
Link fonte:
Ben-Sheetrit J, Hermon Y, Birkenfeld S, Gutman Y, Csoka AB, Toren P. Estimating the risk of irreversible post-SSRI sexual dysfunction (PSSD) due to serotonergic antidepressants. Ann Gen Psychiatry. 2023;22(1):15. Published 2023 Apr 21. doi:10.1186/s12991-023-00447-0














