La possibilità di scegliere il farmaco giusto per la persona giusta, riducendo tempi, ricadute e effetti collaterali, è l’obiettivo centrale della psichiatria di precisione. Un’intervista pubblicata su Genomic Psychiatry (Genomic Press Interview) ripercorre il lavoro del professor Mirko Manchia, tra i protagonisti della farmacogenomica psichiatrica, con un focus sulla risposta al litio nel disturbo bipolare e sulla costruzione di percorsi clinici che integrino test genetici e strumenti di intelligenza artificiale (IA). Il racconto tocca ricerca, reti internazionali e prospettive di implementazione reale, elementi cruciali in un ambito storicamente segnato dal ricorso a “tentativi ed errori”.
L’interesse clinico è evidente: comprendere perché alcuni pazienti rispondono brillantemente a un trattamento mentre altri no, e come prevederlo prima di mesi di aggiustamenti terapeutici, può cambiare l’esperienza di cura nelle patologie dell’umore. L’intervista richiama anche una pietra miliare: l’identificazione, in uno studio pubblicato su The Lancet, di associazioni genetiche di rilievo genome-wide per la risposta al litio nei pazienti bipolari, risultato maturato all’interno del Consorzio Internazionale sulla Genetica del Litio (ConLiGen).
Punti chiave
- La farmacogenomica può aiutare a prevedere la risposta ai farmaci psichiatrici, riducendo i tempi di ottimizzazione terapeutica.
- Nel disturbo bipolare, marcatori genetici associati alla risposta al litio emergono come strumenti potenzialmente utili.
- Il network ConLiGen ha coordinato analisi fenotipiche e genetiche su larga scala per identificare predittori di esito.
- Si punta a percorsi clinici che includano test farmacogenetici nella depressione resistente.
- Strumenti di IA e modelli predittivi integrati (genomica, psicometria, neuroimmagini, monitoraggio digitale) sono in sviluppo.
- Persistono sfide di finanziamento e implementazione: l’utilità clinica è “emergente”, non ancora standard.
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Dalla variabilità clinica ai marcatori di risposta
Litio e disturbo bipolare: perché alcuni sì e altri no
Il litio resta uno stabilizzatore dell’umore di riferimento, ma la risposta clinica è eterogenea. L’intervista evidenzia come l’osservazione di traiettorie di malattia molto diverse – con alcuni pazienti che rimangono stabili a lungo e altri soggetti a ricadute – abbia orientato la ricerca verso la predizione biologica della risposta. All’interno di questo filone, una pubblicazione su The Lancet ha riportato associazioni genetiche significative a livello genome-wide per la risposta al litio in persone con disturbo bipolare, indicando la presenza di segnali genetici utili a costruire modelli predittivi.
Fenotipi accurati e studi collaborativi
Per alimentare analisi robuste, la definizione del fenotipo clinico (come viene misurata la risposta al trattamento) è decisiva. In questa cornice si colloca il lavoro con il Consorzio Internazionale sulla Genetica del Litio (ConLiGen), che ha aggregato coorti e competenze, armonizzando misure cliniche e dati genetici. L’obiettivo: identificare marcatori in grado di anticipare l’efficacia del farmaco, prima che il paziente affronti lunghi periodi di aggiustamento terapeutico.
Dal laboratorio alla clinica
Verso percorsi assistenziali con test genetici
La prospettiva delineata mira a integrare test farmacogenetici in specifici percorsi di cura, in particolare per la depressione resistente ai trattamenti. L’intervista parla di “utilità clinica emergente” per la genetica psichiatrica: un passaggio di fase, in cui le scoperte non restano confinate ai database, ma iniziano a sostenere decisioni cliniche più rapide e mirate. Questo implica protocolli, formazione e interoperabilità dei dati in ambito sanitario.
IA e strumenti predittivi
Accanto ai test, sono in sviluppo strumenti di intelligenza artificiale per stimare la probabilità di risposta e stratificare il rischio di resistenza ai trattamenti. Tali modelli promettono di combinare variabili cliniche, genetiche e di contesto, accompagnando lo specialista nella scelta terapeutica iniziale e nel monitoraggio.
Modelli integrati per la psichiatria di precisione
Convergenza di genomica, psicometria e neuroimmagini
Lo scenario futuro descritto prevede la convergenza di genomica, valutazioni psicometrico-cliniche, monitoraggio digitale e neuroimmagini in modelli predittivi completi. Nell’arco di due decenni, questa integrazione potrebbe ridefinire la presa in carico: non più singoli indizi, ma profili multidimensionali capaci di orientare prevenzione delle ricadute, scelta del farmaco e intensità del follow-up per il singolo paziente.
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Implicazioni cliniche: oltre i tentativi ed errori
Personalizzare in anticipo scelte e monitoraggio
Se implementati in modo rigoroso, marcatori genetici e modelli predittivi possono aiutare a selezionare precocemente i trattamenti con maggiori chance di successo, riducendo ricadute ed esposizioni non necessarie a farmaci poco efficaci. Nei disturbi dell’umore, ciò significa abbreviare la fase di “tentativi ed errori”, con un potenziale beneficio su aderenza, qualità di vita e uso più efficiente delle risorse cliniche. Nella depressione resistente, percorsi che includano test farmacogenetici potrebbero supportare una migliore stratificazione dei pazienti.
Punti di forza e limiti
Segnali promettenti, utilità clinica in maturazione
Tra i punti di forza: risultati genetici di livello genome-wide sulla risposta al litio, la struttura collaborativa internazionale di ConLiGen e un chiaro orientamento all’applicazione clinica. I limiti sono connaturati a un campo in rapida evoluzione: l’utilità clinica è definita come “emergente”, quindi servono ulteriori validazioni, standard condivisi per i fenotipi clinici e valutazioni di costo-efficacia. Resta inoltre la necessità di garantire che i risultati siano generalizzabili a popolazioni diverse da quelle studiate e integrabili nei flussi di lavoro reali.
Implementazione e sistema
Finanziamenti, alleanze e ruolo delle associazioni
L’intervista richiama il deficit storico di finanziamento in psichiatria rispetto ad altre specialità. L’esperienza dell’oncologia mostra come investimenti coordinati possano accelerare il trasferimento al letto del paziente. Un approccio armonizzato che coinvolga stakeholder clinici, ricercatori e associazioni di pazienti e familiari è indicato come leva per consolidare il percorso verso la routine clinica e sostenere percorsi con test genetici e IA.
Prospettive
Un cambio di paradigma costruito su evidenze e integrazione
La traiettoria delineata è realistica e misurata: dalla scoperta di marcatori di risposta alla costruzione di percorsi assistenziali e strumenti predittivi utilizzabili in clinica. Non si tratta di promesse miracolistiche, ma di un’evoluzione che procede per validazioni, integrazione di dati multidimensionali e investimenti mirati. Se queste condizioni verranno soddisfatte, la psichiatria di precisione potrà tradursi in un’assistenza più tempestiva, equa e centrata sulla persona, mantenendo al centro l’obiettivo di ridurre sofferenza e disabilità nei disturbi dell’umore.
Link fonte:
Manchia, M., (2025) Mirko Manchia: Exploring the biological landscape of psychiatric disorders to innovate clinical management with precision medicine approaches. Genomic Psychiatry.














