All’European Society of Cardiology (ESC) 2025 è stato presentato un documento che cambia il modo in cui clinici e policy maker guardano alla relazione tra salute mentale e cardiologia.
Il Clinical Consensus Statement ESC, pubblicato dall’ESC stessa, sintetizza evidenze che mostrano come ansia, depressione, disturbo da stress post-traumatico e isolamento sociale non siano solo comorbilità frequenti, ma fattori che aumentano in modo significativo il rischio cardiovascolare ansia depressione e gli eventi avversi maggiori (MACE).
Le cifre sono nette: circa un paziente su tre con malattia cardiovascolare convive con un disturbo di salute mentale. Questa co-presenza peggiora l’aderenza alle terapie, altera i percorsi di cura e innalza la mortalità per tutte le cause.
Le nuove linee guida ESC integrano raccomandazioni pratiche per lo screening routinario e per modelli di cura integrata, ponendo al centro l’interazione tra cardiologia e salute mentale.
Punti Chiave
- L’ESC 2025 introduce il primo Clinical Consensus Statement ESC dedicato all’integrazione di salute mentale e cardiologia.
- Circa il 30% dei pazienti con CVD presenta un disturbo psicologico che aumenta il rischio cardiovascolare ansia depressione.
- La comorbilità riduce l’aderenza terapeutica e peggiora prognosi e outcome clinici.
- Le linee guida ESC raccomandano screening sistematico e percorsi di cura integrati tra cardiologi e specialisti della salute mentale.
- Le raccomandazioni puntano a trasformare il modello assistenziale verso un approccio multidisciplinare e preventivo.

ESC 2025 e la novità del Clinical Consensus Statement sulla salute mentale in cardiologia
Il nuovo Clinical Consensus Statement ESC introduce raccomandazioni mirate per riconoscere e gestire l’interazione tra salute mentale e malattie cardiovascolari. Il documento nasce dalla necessità di tradurre conoscenze complesse in azioni cliniche concrete, pensate per cardiologi, psichiatri e team multidisciplinari.
Obiettivo del documento e processo metodologico
Lo Statement mira a definire procedure pratiche per valutare e trattare depressione, ansia, PTSD, stress e isolamento nei pazienti con patologie cardiovascolari. L’approccio è orientato alla prevenzione e al miglioramento degli outcome clinici mediante percorsi integrati.
Il processo metodologico ha previsto più round di peer review e l’adozione di una metodologia Delphi modificata per raggiungere consenso su management consensus statements. La soglia di accordo richiesta era superiore al 75% per le raccomandazioni finali.
Le raccomandazioni sono state pensate per essere integrate direttamente nei flussi clinici e nelle cartelle elettroniche, in modo da favorire applicazione e monitoraggio sistematico.
Gruppo di lavoro e leadership scientifica
Il gruppo è guidato dal professor Héctor Bueno, con esperienza al Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares e all’Ospedale Universitario 12 de Octubre di Madrid. La co-leadership scientifica include la professoressa emerita Christi Deaton dell’University of Cambridge.
Un panel internazionale di esperti ha elaborato protocolli operativi e raccomandazioni pratiche. Le proposte sono rivolte alla formazione dei team clinici e alla creazione di percorsi condivisi tra cardiologia e salute mentale.
Chiamata al cambio di paradigma
L’ESC sollecita un cambiamento culturale: integrare la valutazione della salute mentale nella prevenzione e cura cardiovascolare e considerare il rischio cardiologico nelle persone seguite per disturbi mentali. Questa visione promuove l’istituzione di Psycho-Cardio Teams strutturati.
La chiamata al cambiamento enfatizza procedure routinarie di screening e follow-up, con l’obiettivo di rendere l’integrazione salute mentale cardiologia una pratica clinica standard e non un’eccezione.
Prevalenza, impatto clinico e meccanismi che legano ansia e depressione al rischio cardiovascolare
La letteratura suggerisce che la prevalenza depressione CVD è significativa e varia in base agli strumenti diagnostici. Studi con questionari validati riportano una percentuale intorno al 18% tra pazienti con malattie cardiovascolari. Ansia e PTSD si riscontrano con frequenze rilevanti e mostrano variabilità a seconda della patologia cardiaca e del setting clinico.
Frequenza della comorbilità e gruppi a rischio
Le donne e gli anziani mostrano tassi più alti di disturbi d’ansia e depressione nei contesti cardiologici. Pazienti con disturbi mentali gravi presentano rischio cardiovascolare aumentato per fattori biologici, stili di vita e terapie psicofarmacologiche.
I determinanti sociali come deprivazione e isolamento peggiorano il profilo clinico. Accesso limitato alle cure amplifica la comorbilità psichiatrica malattie cardiovascolari in popolazioni vulnerabili.
Effetti su prognosi, aderenza e outcome
La presenza di disturbi psichiatrici influisce negativamente sull’autogestione. Aderenza a farmaci, dieta, attività fisica e cessazione del fumo diminuisce, con aumento di eventi e mortalità.
Dati quantitativi mostrano che dopo infarto la depressione predice approssimativamente un +22% di mortalità per tutte le cause. Ogni deviazione standard in più nel punteggio depressivo si associa a circa +13% di eventi cardiovascolari. Nello scompenso cardiaco la depressione si lega a maggior numero di ricoveri e peggiori esiti clinici.
Meccanismi multidirezionali
I meccanismi che connettono stato mentale e cuore sono molteplici. Componenti biologiche includono infiammazione sistemica, disfunzione autonoma e alterata coagulazione.
Fattori comportamentali come scarsa aderenza, sedentarietà e fumo amplificano il rischio. Effetti metabolici e iatrogeni legati a farmaci psichiatrici contribuiscono ulteriormente.
La relazione è bidirezionale: le condizioni mentali ostacolano diagnosi precoce e risposta terapeutica. Eventi cardiovascolari e interventi cardiologici possono peggiorare ansia e rischio cardiaco, mentre PTSD e cuore mostrano connessioni cliniche e biologiche che richiedono attenzione integrata.
| Ambito | Osservazione | Impatto clinico |
|---|---|---|
| Prevalenza | Depressione ~18% nei pazienti CVD; ansia e PTSD variabili | Aumento della domanda di servizi integrati |
| Gruppi a rischio | Donne, anziani, individui con SMI, contesti di deprivazione | Maggiore sorveglianza e accesso alle cure richiesti |
| Prognosi | Depressione post-infarto: +22% mortalità; +13% eventi per DS | Maggiore ospedalizzazione e mortalità |
| Comportamento | Ridotta aderenza a terapia, attività fisica e dieta | Peggioramento degli outcome CV |
| Meccanismi | Infiammazione, disfunzione autonomica, coagulazione, effetti iatrogeni | Target per interventi biologici e comportamentali |
Strumenti pratici: screening, modelli di cura e opzioni terapeutiche raccomandate
L’approccio clinico raccomandato dal Consensus integra strumenti brevi e percorsi terapeutici calibrati per pazienti con malattie cardiovascolari e sintomi psicologici. Lo scopo è identificare precocemente segnali di rischio e collegare il lavoro del cardiologo con il Psycho-Cardio Team per una presa in carico coordinata.

Screening routinario e integrazione nei flussi clinici
Si consiglia di normalizzare lo screening depressione PHQ-2 PHQ-9 e GAD-2 GAD-7 in vari momenti della cura: alla diagnosi, dopo eventi o procedure, durante il follow-up e quando emergono segnali clinici. L’approccio a due step favorisce efficienza e aderenza clinica.
L’integrazione nei registri elettronici e nei processi PROs permette di monitorare trend temporali e attivare percorsi di intervento rapidi. Questo facilita il lavoro del team multidisciplinare e la continuità delle cure.
Modello stepped care e percorsi integrati
Il modello stepped care cardiologia propone intensità terapeutica proporzionata a gravità, preferenze e risorse del paziente. Gli interventi vanno dalla psico-educazione a soluzioni digitali, fino alla CBT e alla farmacoterapia se indicata.
I percorsi integrati collegano cardiologo, psicologo o psichiatra, infermiere case manager, fisiatra, medico di medicina generale e farmacista clinico. Il modello è flessibile: non richiede di completare ogni step prima di intensificare la cura.
Linee guida farmacologiche “cardio-centriche” e sicurezza
Gli antidepressivi mirano soprattutto a ridurre sintomi e a migliorare qualità di vita. Le evidenze sulla riduzione dei MACE restano eterogenee. SSRI cardiopatie sono preferiti per profilo di sicurezza; sertralina è spesso la prima scelta nella pratica clinica.
Si sconsiglia l’uso di TCA in cardiopatici. SNRI richiedono pressione arteriosa ben controllata. Prima di iniziare terapia farmacologica, è opportuno valutare ECG, elettroliti e co-farmaci come DAPT o anticoagulanti.
Interventi non farmacologici supportati da evidenze
L’esercizio fisico strutturato migliora sintomi depressivi e qualità di vita, con benefici riportati in trial come HF-ACTION. I programmi vanno adattati alla capacità funzionale e integrati nella riabilitazione cardiologica.
Mindfulness, tecniche di rilassamento e interventi sul sonno riducono ansia e possono influire su alcuni marker cardiovascolari. Strategie per la cessazione del fumo devono combinare counselling e terapie farmacologiche quando indicato.
Algoritmo operativo Start–Choose–Monitor–Review
L’algoritmo Start–Choose–Monitor–Review guida decisioni pratiche. Start richiede conferma dell’indicazione, ECG basale e controllo degli elettroliti. La scelta privilegia SSRI cardiopatie come sertralina; citalopram o escitalopram solo a dosi basse con monitoraggio QTc.
Monitor utilizza strumenti come PHQ-9 e GAD-7 per valutare risposta e tollerabilità, oltre a controlli emodinamici ed ECG dopo titolazione. Review a 4–8 settimane consente ottimizzazione della dose, switch o incremento delle terapie psicologiche, sempre valutando interazioni farmacologiche.
| Fase | Strumenti chiave | Obiettivo clinico | Ruoli coinvolti |
|---|---|---|---|
| Screening | PHQ-2 → PHQ-9, GAD-2 → GAD-7 | Identificare sintomi in fasce temporali critiche | Cardiologo, infermiere, Psycho-Cardio Team |
| Intervento iniziale | Psico-educazione, esercizio, supporto digitale | Ridurre sintomi lievi e migliorare adesione | Psicologo, fisioterapista, case manager |
| Stepped care | CBT, programmi di riabilitazione, terapie farmacologiche | Adattare intensità terapeutica alla gravità | Cardiologo, psichiatra, MMG, farmacista clinico |
| Terapia farmacologica | SSRI (es. sertralina), monitor ECG/elettroliti | Migliorare sintomi moderati-severi con focus sicurezza | Psichiatra, cardiologo, laboratorio, farmacista |
| Follow-up | PHQ-9, GAD-7, controllo PA/FC, ECG post-titolazione | Valutare risposta e adattare il piano terapeutico | Psycho-Cardio Team, MMG, infermiere case manager |
Organizzazione dell’assistenza, popolazioni fragili e lacune di conoscenza per la ricerca futura
L’ESC 2025 propone la creazione di Psycho-Cardio Team strutturati e continuativi, composti da cardiologo, psicologo o psichiatra, infermiere di riferimento, fisiatra, medico di medicina generale e farmacista clinico, con il supporto di assistenti sociali quando necessario. Il modello deve andare oltre il consulto on-demand: l’obiettivo è integrare screening, diagnosi e trattamenti psichici lungo l’intero percorso cardiovascolare, adottando i principi ACTIVE (Acknowledge, Check, Tools, Implement, Venture, Evaluate) per garantire implementazione e valutazione degli esiti.
Le popolazioni fragili richiedono percorsi dedicati. I pazienti con disturbi mentali gravi (SMI rischio cardiovascolare) mostrano un aumento marcato di mortalità e aritmie; per loro si raccomanda preferire farmaci con minore impatto metabolico e QT, monitoraggi ECG ed elettrolitici e strategie per migliorare l’aderenza come le formulazioni long‑acting. Donne, anziani e soggetti con determinanti sociali avversi necessitano di interventi sensibili al genere, che affrontino la polifarmacia e le disuguaglianze nella cura cardiovascolare che limitano l’accesso e aumentano il carico di stress.
I pazienti oncologici richiedono un’integrazione stretta tra oncologia e cardiologia: la cardio-oncologia psichiatrica dev’essere progettata per coniugare prevenzione della tossicità cardiaca e supporto emotivo durante terapie antitumorali. Al contempo, restano lacune importanti: mancano protocolli costo-efficaci, timing e frequenza ottimali per lo screening in CVD, e prove randomizzate su interventi integrati in anziani e multimorbidi.
La ricerca futura deve priorizzare RCT su interventi integrati, studi sulla sicurezza di antidepressivi e antipsicotici nello scompenso, e ricerche in farmacogenomica e cardio-oncologia. Occorre inoltre ricalibrare gli score di rischio per persone con SMI e valutare politiche che riducano le disuguaglianze nella cura cardiovascolare. L’ESC 2025 sposta il baricentro: integrare salute mentale e cardiologia per ridurre eventi, migliorare esiti e qualità di vita richiede implementazione dei Psycho-Cardio Team e una agenda di ricerca che colmi le lacune ricerca cardio-psichiatria.
Link Fonte
2025 ESC Clinical Consensus Statement on mental health and cardiovascular disease – https://www.escardio.org/Guidelines/Clinical-Practice-Guidelines/Mental-Health-and-CVD















