Un vasto studio in Danimarca ha esplorato come le malattie psichiatriche si trasmettano in famiglia. È stato pubblicato su The Lancet Psychiatry. Ha fatto uso di ampie basi dati nazionali, coinvolgendo 3.048.583 persone dal 1970 al 2021, coprendo 80.425.971 anni-persona.
Lo scopo era capire meglio i rischi di trasmissione delle malattie mentali in ambito familiare. Si sono combinati i rischi assoluti entro i 60 anni e i rischi relativi. Ciò ha permesso di valutare l’ereditarietà e quanti casi non derivassero da fattori familiari. Il supporto della Novo Nordisk Foundation e la collaborazione di persone con esperienze dirette hanno rafforzato l’importanza dello studio.
L’analisi danese è fondamentale per valutare il rischio familiare e confrontare rischi assoluti con relativi. I risultati offrono nuovi strumenti per i clinici e per le politiche di salute pubblica. Enfatizzano l’importanza dell’ereditarietà, come nella depressione, e delle strategie di prevenzione specifiche.
Principali punti chiave
- Analisi su oltre 3 milioni di persone e 80 milioni di anni-persona, pubblicata su Lancet Psychiatry 2025.
- Stima integrata di rischi assoluti fino a 60 anni e rischi relativi per diversi disturbi mentali in famiglia.
- Valutazione di ereditabilità e quota di casi non familiari per orientare politiche di prevenzione.
- Uso di registri nazionali danesi per dati completi e coorte prospettica a lungo termine.
- Coinvolgimento di persone con esperienza vissuta e supporto della Novo Nordisk Foundation.

Disturbi mentali in famiglia
Uno studio danese indaga il legame tra parentela e il rischio di problemi psichiatrici. Usa una grande base di dati nazionali. È inclusa la popolazione danese e i dati sanitari per collegare diagnosi e parentela. Si confrontano individui con e senza familiari affetti, fino a 60 anni.
Obiettivi e portata dello studio danese
Lo scopo dello studio è calcolare i rischi e stimare il rischio per familiari vicini e lontani. Oltre tre milioni di persone in Danimarca dal 1970 al 2021 sono considerate. Si vuole aiutare politiche sanitarie e ricerche.
Tipologie di disturbi analizzati
Si esaminano vari disturbi mentali, basandosi sui registri ospedalieri e psichiatrici. Sono inclusi problemi come depressione, schizofrenia e abuso di sostanze. Anche disturbi della personalità, disturbo borderline e antisociale sono considerati.
Si studiano anche disturbi dell’umore e problemi legati all’uso di cannabis e alcol. Questo permette di fare stime precise per ogni tipo di disturbo.
Metodo di calcolo dei rischi
I rischi sono calcolati guardando chi ha rischi fino a 60 anni. Si compara la probabilità di ammalarsi tra chi ha parenti affetti e la popolazione normale.
Si definiscono le relazioni familiari attraverso alberi genealogici dai registri. Ciò aiuta a capire il rischio a seconda della vicinanza del legame familiare.
Per capire quanto sia ereditario il disturbo, si usano analisi genetiche. Lo studio mostra anche quanti casi avvengono senza precedenti familiari, per dare un quadro completo.
| Elemento | Dettaglio | Fonte dati |
|---|---|---|
| Popolazione | 3.048.583 persone nate e registrate in Danimarca (1970–2021) | coorte nazionale Danimarca, registri nazionali Danimarca |
| Disturbi valutati | Depressione; schizofrenia; disturbi uso sostanze; disturbi di personalità. | registri sanitari danesi, registri psichiatrici nazionali |
| Misure principali | Rischio cumulativo fino a 60 anni; rischio specifico per età; rischio relativo | calcolo rischi assoluti, analisi coorte |
| Classificazione parentela | Primo, secondo e terzo grado per valutare il gradiente di rischio | registri amministrativi Danimarca |
| Analisi genetico-epidemiologiche | Stime di ereditabilità e quota di casi non familiari | stime di ereditabilità, registri nazionali Danimarca |
| Coinvolgimento stakeholder | Persone con esperienza vissuta partecipano al disegno e alla revisione | Processo di ricerca partecipativa |
Rischi assoluti e relativi: risultati chiave e interpretazione
Un ampio studio danese ha esaminato oltre tre milioni di persone. È stato pubblicato su Lancet Psychiatry. Ha scoperto come avere una famiglia con certe malattie cambia il rischio di averle anche tu.
Principali risultati numerici
Per chi ha un familiare di primo grado con depressione, il rischio entro i 60 anni è del 15,48% (95% CI 15,31–15,65). Se il parente è di secondo grado, il rischio cala al 13,50% (95% CI 13,25–13,75). La popolazione generale ha un rischio del 7,80% (95% CI 7,76–7,84).
Gli individui senza parenti di primo o secondo grado hanno un rischio del 4,68% (95% CI 4,65–4,71).
Variazione del rischio con il grado di parentela
È evidente: più sei imparentato, più alto è il rischio. I parenti di primo grado hanno un rischio maggiore rispetto ai parenti di secondo grado.
Questo modello dimostra che il rischio familiare cambia. Si riduce man mano che il legame di parentela si allontana.
Ereditabilità e proporzione di casi non familiari
L’ereditabilità della depressione si stima attorno al 45,4% (95% CI 44,8–46,0). Questo rivela una forte componente genetica.
Tuttavia, il 60,0% (95% CI 59,8–60,2) dei casi viene da persone senza una storia familiare. Ciò mostra che altri fattori, come quelli ambientali, giocano un ruolo cruciale.
Segue una tabella riassuntiva per capire meglio il rischio relativo.
| Gruppo | Rischio fino a 60 anni (%) | Intervallo di confidenza (95% CI) |
|---|---|---|
| Primo grado (parente affetto) | 15,48 | 15,31–15,65 |
| Secondo grado (parente affetto) | 13,50 | 13,25–13,75 |
| Popolazione generale | 7,80 | 7,76–7,84 |
| Senza parenti affetti di primo/secondo grado | 4,68 | 4,65–4,71 |
| Ereditabilità depressione | 45,4 | 44,8–46,0 |
| Proporzione non ereditari (casi non familiari) | 60,0 | 59,8–60,2 |
Implicazioni per salute pubblica, prevenzione e pratica clinica
Uno studio danese ha rivelato che la maggior parte dei disturbi mentali nasce in individui senza parenti affetti. Questo significa che le iniziative di salute pubblica dovrebbero concentrarsi su azioni che riguardano tutti, non solo chi è a rischio. È fondamentale organizzare campagne di sensibilizzazione e programmi di prevenzione su grande scala per abbassare l’incidenza dei disturbi mentali.
Nella pratica clinica, sapere se esistono casi simili in famiglia è importante per valutare ogni paziente. Questo può condurre a controlli più approfonditi e a interventi tempestivi se c’è una storia familiare. Però, i medici non dovrebbero basarsi solo su questo dato. Devono assicurare cure e attenzioni anche a chi non ha antecedenti familiari di disturbi mentali.
Le politiche del settore sanitario devono unire azioni specifiche a interventi generali. Dovrebbero includere controlli per tutti, in particolar modo per i più a rischio, rafforzare i servizi di prevenzione e avviare campagne di educazione pubblica. Adottando questi programmi, paesi come gli Stati Uniti possono sperare di ridurre i nuovi casi e offrire aiuti precoci.
È vitale per la ricerca futura indagare le cause ambientali e non genetiche dei disturbi mentali. Concentrandosi su studi genetici, epigenetici e sui fattori di rischio condivisi, si potranno sviluppare strategie e interventi clinici più efficaci per la prevenzione dei disturbi mentali.
Link Fonti
Pedersen CB, Pedersen MG, Antonsen S, Pedersen EM, Horsdal HT, Debost JC, Mortensen PB, Petersen LV, Vilhjálmsson BJ, Nielsen JF, Due JK, Søgaard A, Igel C, Thompson WK, Fan CC, Wray NR, McGrath JJ, Agerbo E. Absolute and relative risks of mental disorders in families: a Danish register-based study. Lancet Psychiatry. 2025 Aug;12(8):590-599. doi: 10.1016/S2215-0366(25)00196-8. PMID: 40675715.














