Un recente studio pubblicato su Brain Science esplora la relazione tra Hikikomori e autismo. Gli ricercatori, utilizzando dati e metodi affidabili, mostrano come il ritiro sociale vari. Quando si uniscono tratti autistici e isolamento estremo, la situazione diventa più grave. Questo è importante per comprendere meglio la salute mentale.
Il fenomeno Hikikomori, originato in Giappone negli anni ’90, oggi è osservato ovunque. Lo studio impiega strumenti quali AdAS Spectrum e HQ-25 per la valutazione del campionet. Sono stati intervistati 2037 studenti, utilizzando soglie specifiche per identificare tratti rilevanti e rischio di Hikikomori.
Secondo lo studio, tratti autistici e Hikikomori insieme aggravano il ritiro sociale. I punteggi su AdAS Spectrum e HQ-25 indicano un ritiro più serio. Ciò suggerisce che problemi di comunicazione, interessi limitati e sensibilità sensoriale si sovrappongono. Questo apre a nuove vie per aiutare chi è affetto da questa sindrome.
Punti chiave
- Brain Science riporta uno studio su 2037 studenti universitari.
- Hikikomori e autismo mostrano sovrapposizioni nei domini sociali e sensoriali.
- AdAS Spectrum e HQ-25 hanno guidato la valutazione.
- La co-occorrenza suggerisce una comorbidità con isolamento estremo più grave.
- Il gruppo con entrambe le condizioni ottiene i punteggi più alti su AdAS e HQ-25.
- Implicazioni: servono screening precoci e percorsi clinici integrati.

Perché parlare oggi di isolamento sociale: contesto, definizioni e diffusione
L’isolamento sociale è una grande questione oggi. Le scuole e il lavoro incerti e le città pensate per persone sole cambiano come cresciamo. Anche se i dottori non hanno un nome specifico per questo, lo vedono accadere in disturbi del neurosviluppo e altri problemi di salute.
Nel DSM-5-TR, parlano di stare da soli come un segno di problema culturale. L’ICD-11 lo collega a ansia, tristezza e problemi nell’essere grandi. Questo aiuta a capire perché dobbiamo parlare chiaro su questo e confrontare i dati tra paesi diversi.
Cos’è l’isolamento estremo e come viene descritto nei manuali clinici
Se una persona sta sola a casa senza uscire per studio o lavoro e parla pochissimo con altri per sei mesi, è in isolamento estremo. Questo può far sentire molto male e influenzare la libertà e la vita sociale.
Questo problema non ha un nome proprio nel DSM-5-TR o ICD-11. Ma si trova insieme a molti altri problemi di salute. Ci sono molte cause e questo può cambiare come e quando inizia.
Origini giapponesi e diffusione globale: da sindrome culturale a fenomeno sociale
La parola “hikikomori” viene dal Giappone e significa allontanarsi e isolarsi. Prima era vista come una problema solo giapponese. Ora, la vediamo in molte parti del mondo, dove la società cambia velocemente.
La sua presenza in molti paesi mostra come il mondo sta cambiando. Competere da giovani, crisi economiche e internet che cambia come comunichiamo sono fattori chiave. Questo ci aiuta a capire le cause comuni e le differenze tra paesi.
Dati di prevalenza e differenze di genere tra Giappone e altri Paesi
In Giappone, dai primi anni 2000, circa l’1,2% tra i 15 e i 49 anni ha vissuto questa situazione. I numeri sono cresciuti nel tempo. La prevalenza Hikikomori cambia a seconda di come viene misurata.
Le differenze di genere sono evidenti: più maschi in Giappone, più femmine in Europa e America del Nord. Questo ci aiuta a capire meglio come cultura, famiglia e servizi influenzano la situazione.
Somiglianze con il disturbo dello spettro autistico: comunicazione, interessi ristretti, sensibilità sensoriale
Ci sono somiglianze con l’ASD come problemi nella comunicazione sociale. I profili sensoriali indicano o troppa o troppo poca reazione, il che può aumentare il voler stare da soli.
Alcune persone mostrano segni che non sono abbastanza per una diagnosi completa di disturbi nel neurosviluppo. A volte, le buone prestazioni a scuola nascondono questi segni. Cambiare scuola può essere difficile, e chiedere più autonomia può portare a isolarsi.
Gli Hikikomori
Hikikomori significa che una persona si ritira dalla società e resta molto in casa. Questo stato dura almeno sei mesi. È quando si sta molto da soli senza fare cose importanti ogni giorno.
Le persone che vivono così spesso lasciano scuola o lavoro. Parlano poco con gli altri e si sentono male perché non riescono a fare le cose di tutti i giorni. Non ci sono regole precise per riconoscerlo, ma gli esperti sono d’accordo su alcune cose. Per esempio, stare isolati per tanto tempo e avere pochi amici.
La situazione economica di una persona conta molto. Lavori instabili e sentirsi tagliati fuori possono far peggiorare questo ritirarsi. All’università, cambiamenti, pressioni per lo studio e vivere da soli possono influenzare negativamente i giovani adulti. Questo può rendere più facile chiudersi in casa.
Ci sono dei test, come l’HQ-25, che aiutano a capire quanto una persona si sia ritirata. Misurano quanto si socializza, il supporto emotivo e la solitudine. Questi test aiutano a capire chi ha bisogno di aiuto.
Gli studi mostrano che chi si ritira può avere tratti simili a chi ha l’autismo. Cose come non essere flessibili, avere pochi interessi e reagire molto agli stimoli. Situazioni difficili e luoghi che non accettano le diversità possono peggiorare queste sensazioni.

Questo problema è iniziato in Giappone ma ora si trova in tutto il mondo. Il modo di affrontarlo dipende dalla famiglia, dalle risorse disponibili e dal supporto sociale. È importante considerare l’economia, le relazioni di aiuto e l’educazione, specialmente quando si va all’università.
Lo studio sugli studenti universitari: metodo, strumenti e campione
La ricerca si è svolta all’Università di Pisa con un campione studenti ampio. Si è puntato a misurare tratti autistici e ritiro sociale.
Le tecniche usate includono MANOVA, ANOVA e regressione lineare. Si è posta attenzione ai cut-off clinici per creare gruppi di studio.
Chi è stato coinvolto: 2037 studenti e suddivisione in quattro gruppi (HC, HK, AT, AT-HK)
2037 studenti dell’Università di Pisa sono stati invitati via email. Hannno partecipato anonimamente online. È stata offerta la possibilità di un colloquio psichiatrico.
I gruppi sono stati formati basandosi sui cut-off clinici. Si sono osservate differenze di età e genere nei quattro gruppi.
| Gruppo | Descrizione | N | Genere prevalente | Nota anagrafica |
|---|---|---|---|---|
| HC | Controlli sani, nessun rischio di Hikikomori e tratti non clinici | 550 | Femmine | Età media intermedia |
| HK | Tendenze Hikikomori senza tratti autistici clinici | 118 | Bilanciato | Età media intermedia |
| AT | Tratti autistici clinicamente rilevanti senza Hikikomori | 818 | Bilanciato | Più giovani |
| AT-HK | Presenza congiunta di tratti autistici e ritiro sociale | 821 | Maschi | Età media intermedia |
Questionari validati: AdAS Spectrum per tratti autistici e HQ-25 per ritiro sociale
AdAS Spectrum
L’AdAS Spectrum (Autistic Depression and Anxiety Scale Spectrum) è un questionario di 160 item che indaga una vasta gamma di caratteristiche tipiche dello spettro autistico negli adulti. Non è uno strumento diagnostico, ma piuttosto uno strumento di screening per esplorare le caratteristiche di una persona e supportare una successiva valutazione clinica.
È suddiviso in diverse aree tematiche che coprono aspetti come:
- Difficoltà di comunicazione e interazione sociale: Esamina le sfide nel mantenere conversazioni, comprendere le espressioni facciali e il linguaggio del corpo.
- Interessi ristretti e comportamenti ripetitivi: Valuta la presenza di routine rigide, interessi molto specifici o l’attaccamento a particolari oggetti.
- Sensibilità sensoriali: Misura l’ipersensibilità o l’iposensibilità a suoni, luci, odori o consistenze.
- Empatia e intelligenza emotiva: Indaga la capacità di riconoscere e comprendere le emozioni proprie e altrui.
I punteggi di cut-off clinici menzionati servono a distinguere i punteggi che suggeriscono la presenza di tratti significativi dello spettro da quelli considerati nella norma. Se il punteggio di una persona supera questo limite, può essere consigliata una valutazione più approfondita da parte di uno specialista.
HQ-25
L’HQ-25 (Hikikomori Questionnaire) è uno strumento di screening più breve, composto da 25 item, specificamente progettato per valutare la gravità del ritiro sociale negli ultimi sei mesi. Il suo scopo principale è identificare le persone a rischio di sviluppare la sindrome di Hikikomori o che ne mostrano già i sintomi.
Il questionario è suddiviso in tre aree principali:
- Isolamento sociale: Valuta la frequenza e la durata del tempo trascorso in casa, la partecipazione ad attività sociali e i contatti con amici e familiari.
- Ritiro emotivo e relazionale: Misura il grado di distacco emotivo, la perdita di interesse per le interazioni sociali e il senso di solitudine.
- Gravità e sintomi correlati: Indaga la presenza di ansia sociale, depressione e altre difficoltà che possono accompagnare l’isolamento.
Un punteggio di 42 o superiore all’HQ-25 è considerato un indicatore di rischio elevato per la sindrome di Hikikomori. L’HQ-25 è un utile strumento per gli operatori sanitari e i ricercatori per identificare precocemente il ritiro sociale patologico e intervenire in modo mirato.
Risultati chiave e implicazioni cliniche: quando tratti autistici e ritiro si potenziano
I risultati mostrano differenze tra i gruppi in base a sesso e età. Ci sono più donne tra gli HC e più uomini nell’interazione AT-HK. Il gruppo AT è il più giovane. Gli effetti di Hikikomori e tratti autistici sono significativi su quasi tutti i domini AdAS. Questo esclude la comunicazione non verbale.
Sui domini HQ-25, il ritiro sociale aumenta per entrambe le condizioni, senza interazioni. Questo significa che cresce in modo additivo.
Le analisi rafforzano i risultati. AdAS totale e HQ-25 totale aumentano rispettivamente con Hikikomori e AT. Ma solo AdAS mostra una significativa interazione AT-HK. I confronti tra gruppi evidenziano punteggi più alti in AT-HK su AdAS e HQ-25. Questo indica un fenotipo più severo.
Nei soggetti con Hikikomori, alcuni predittori HQ-25 prevedono alti punteggi AdAS. Questi predittori riguardano la socializzazione e l’isolamento. In chi ha tratti autistici, certi aspetti AdAS spiegano il ritiro secondo HQ-25. Questi aspetti includono inflessibilità e interessi limitati.
Per la salute mentale negli studenti universitari, è fondamentale riconoscere che tratti autistici e ritiro si intensificano reciprocamente. È necessario uno screening duplice. La prevenzione è cruciale tra scuola e università. Questo è quando i giovani sono più a rischio.
Interventi specifici dovrebbero migliorare varie abilità tra cui autonomia sociale e flessibilità comportamentale. È importante integrare supporto emotivo e training pratici.
Gli strumenti di valutazione sono validi in diversi contesti culturali. Possono essere utilizzati in Giappone e negli USA. Uno screening sistematico e un attento monitoraggio aiutano a identificare e gestire il fenotipo più severo precocemente. Ciò rafforza i percorsi di prevenzione.
Link Fonte
Dell’Osso L, Nardi B, Muti D, De Felice C, Tognini V, Parri F, Giovannoni F, Del Grande F, Bonelli C, Massimetti G, Pini S, Fiorillo A, Carpita B. Comorbidity Between Hikikomori and Autistic Traits May Be Identified as a Phenotypical Presentation Characterized by Greater Severity. Brain Sci. 2025 May 10;15(5):496. doi: 10.3390/brainsci15050496. PMID: 40426667; PMCID: PMC12109918.














